Lì, 18 aprile 2001

CIRCOLARE 291/01

OGGETTO: LO STATUTO DEL CONTRIBUENTE E LE VIOLAZIONI FORMALI (LEGGE 212/2000 - DLGS. N. 32/2001)

Lo statuto del contribuente stabilisce

"che non sono irrogate sanzioni quando l'irregolarità si traduce in una violazione meramente formale senza alcun debito d'imposta".

Il decreto legislativo n. 32/2001 ha introdotto una modifica al decreto n. 472/1997 - prevedendo che non è dovuta "la sanzione" qualora la violazione:

·        non arrechi pregiudizio all'attività di controllo

·        non incida sulla determinazione della base imponibile, dell'imposta e del versamento.

La disposizione secondo la quale le sanzioni non sono irrogate quando l'infrazione si traduce in una violazione formale, ha generato, recentemente, la convinzione che non è dovuta la sanzione in presenza di regolarizzazione dell'infrazione anche oltre i tre mesi dal fatto.

Concetto di violazione formale

La legge 22 dicembre 1980, n. 882 - Sanatoria delle irregolarità formali - precisava che "le pene pecuniarie non si applicano per le violazioni richiamata nella prima parte del terzo comma dell'art. 55 DPR n. 600, e nel terzo comma dell'art. 58 DPR n. 633".

Il D.L. n. 69/1989 - legge n. 154/1989, art. 21 - sanatoria 1990 - precisava essere formali "le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti, anche se connessi all'esercizio di facoltà diverse dalle opzioni, che non rilevano ai fini della determinazione del reddito e dell'imposta sul valore aggiunto".

L'art. 13, comma 4 D.lgs. n. 472/1997 - prevede "l'irregolarità formale" nel caso di:

·        omissione o di errore, che non ostacola un'attività di accertamento in corso

·        che non incide sulla determinazione o sul pagamento del tributo.

Non è prevista alcuna sanzione se la regolarizzazione avviene entro tre mesi dall'omissione o dall'errore.

Nella C.M. 17 maggio 2000, n. 98/E il Ministero, rispondendo ad un quesito, afferma:

si considerano violazioni

Ø      formali

le omissioni e gli errori che non incidono sulla determinazione e sul pagamento del tributo

Ø      sostanziali

le omissioni e gli errori che incidono sulla determinazione e sul pagamento del tributo, violazioni rilevabili, cioè, sia in sede di liquidazione dell'imposta dovuta in base alla dichiarazione prodotta, che in sede di rettifica della stessa.

Si deve ritenere che la non punibilità prevista dallo Statuto del contribuente richieda la contestuale sussistenza dei due presupposti sopra citati.

IL MODELLO DI PERIODICA IVA

Il contribuente è spesso interessato a "correggere" il modello della periodica IVA e si pone il problema se, in sede di ravvedimento, si debba versare la conseguente sanzione.

Le istruzioni al modello di periodica rammentano che, in caso di omessa, infedele presentazione si applica la sanzione da 500.000 a 4.000.000 - in caso di ravvedimento la sanzione è ridotta a 100.000 - codice tributo 8904 -

Se il modello si regolarizza entro 30 giorni dalla scadenza è prevista la sanzione di 62.000 fermo restando le violazioni sul ritardato pagamento dell'IVA a debito.

Le stesse istruzioni precisano le ipotesi di irregolarità formali che non incidono sulla determinazione o sul pagamento del tributo quali:

·        i dati identificativi del contribuente o del periodo d'imposta

·        l'errata barratura di una casella

·        l'errata indicazione degli importi comprensivi degli ultimi tre zeri (lire in migliaia).

Per la regolarizzazione di dette violazioni non è dovuta alcuna sanzione.

Dalle Istruzioni della periodica IVA

N.B.: la dichiarazione periodica nella quale siano stati omessi o indicati erroneamente dati che non incidono sulla determinazione o sul pagamento dell'imposta -quali ad esempio, i dati identificativi del contribuente o del periodo d'imposta , l'errata barratura di una casella, l'errata indicazione degli importi comprensivi degli ultimi tre zeri (corrispondenti alle migliaia di lire), ecc. - può essere regolarizzata presentando una nuova dichiarazione - previa barratura della casella 3 o 4.

IL MODELLO F24

L'articolo 15 del D.lgs. n. 471/1997 prevede la sanzione da 200.000 a 1.000.000 qualora il modello F24            (o F23) non contenga gli elementi necessari per  l'identificazione del soggetto che li esegue e per l'imputazione della somma versata quali:

·        errore sul nominativo del contribuente

·        errata indicazione del codice tributo

·        altri errori

Se le violazioni sono di natura formale, il contribuente può sanare le irregolarità utilizzando l'istituto del ravvedimento operoso.

Ø      La regolarizzazione è effettuata entro tre mesi il ravvedimento è gratuito

Ø      La regolarizzazione oltre i tre mesi ma entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa si versa il 1/5 (dal 11 maggio 2000) o 1/6 della sanzione minima.

Il Ministero delle Finanze ha previsto:

·        che la regolarizzazione del modello F24 contenente errori formali si effettua inviando un'apposita comunicazione al Ministero delle Finanze.

AGENZIA DELLE ENTRATE - DIREZIONE CENTRALE CON ENTI ESTERNI

Ufficio struttura di gestione della direzione centrale per la riscossione del dipartimento delle entrate piazza Marconi, 15 - 00100 - ROMA

·        Riportando i chiarimenti per la corretta compilazione del modello

·        Non necessita presentare un nuovo modello F24 corretto.

Qualora tale adempimento sia eseguito dopo i tre mesi, si procede alla comunicazione di cui sopra ma è dovuta la sanzione - codice tributo 8911 - di 50.000 (pari ad 1/5 del minimo)

·        È possibile usufruire della compensazione.

A disposizione per ogni chiarimento in merito, porgiamo distinti saluti.

ENTI-REV SRL

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