Lì, 15 novembre 2001

CIRCOLARE 310/01

OGGETTO: EURO - I CONTRATTI IN LIRE CON SCADENZA SUCCESSIVA AL 01/01/2002.

Quali conseguenze avrà l'introduzione definitiva dell'euro sui contratti stipulati prima del 31/12/2001, con gli importi espressi in lire, la cui scadenza è successiva a tale data?

Per il principio della continuità degli strumenti giuridici, sancito dall'art. 3 del Regolamento Ce 1103/97, tutti i contratti in essere al 31/12/2001 manterranno efficacia anche successivamente salvo diverso accordo delle parti.

Non sarà quindi necessario provvedere ad alcuna modifica dei contratti in corso.

L'introduzione dell'euro non produrrà alcun effetto sui contratti in corso al 31/12/2001. Infatti come espressamente stabilito all'art 3 del Regolamento Ce n. 1103/97 "l'introduzione dell'euro non avrà l'effetto di modificare alcuno dei termini di uno strumento giuridico, né di sollevare o dispensare dall'adempimento di qualunque strumento giuridico, né di dare ad una parte il diritto di modificare o porre fine unilateralmente a tale strumento giuridico".

Tuttavia come precisato di seguito dal citato articolo, "la presente disposizione non pregiudica eventuali accordi assunti dalle parti".

A seguito dell'introduzione dell'euro quindi, le parti, relativamente ai contratti in lire stipulati prima del 01/01/2002 a scadenza indeterminata o a scadenza determinata ma successiva all'01/01/2002, non possono:

¨                recedere unilateralmente;

¨                rendersi inadempienti;

¨                risolvere il contratto. Non risulta infatti applicabile il disposto dell'art. 1467 C.c. che prevede la possibilità di risoluzione del contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta a causa di avvenimenti straordinari e imprevedibili; l'euro, come precisato dalla Commissione europea, non può essere considerato quale evento di carattere eccezionale tale da giustificare un mutamento delle circostanze contrattuali.

Nessuna rilevanza assume inoltre il fatto che il contratto di affitto, di leasing, di mutuo, ecc. sia stato stipulato con gli importi espressi in lire; lo stesso infatti non dovrà essere ridenominato in euro in quanto opera la conversione automatica per mezzo della quale gli importi in lire si intendono automaticamente convertiti in euro al tasso fisso pari a 1936,27. Infatti come specificato dall'art. 14 della Raccomandazione Ce n. 974/98, "ove uno strumento giuridico faccia riferimento a un'unità monetaria nazionale, tale riferimento ha il medesimo valore di riferimento all'unità euro in base ai tassi di conversione".

Trattandosi di autonomi importi da pagare, l'arrotondamento dovrà essere effettuato al centesimo di euro con la nota regola secondo la quale se la terza cifra decimale è compresa tra 0 e 4 si arrotonda per difetto, se è compresa tra  5 e 9 si arrotonda per eccesso.

Per effetto della conversione, nella maggior parte dei casi si otterranno importi in euro non interi; ciò potrebbe determinare qualche difficoltà in sede di pagamento, dovendo "gestire" importi in centesimi.

N.B.    Alle parti è comunque lasciata piena libertà di accordarsi diversamente con l'introduzione di una integrazione che disponga la modifica del contratto.

Si potrebbe così procedere a "sostituire" il contratto prevedendo importi in euro diversi rispetto a quelli derivanti dalla conversione automatica, allo scopo di poter successivamente operare con cifre "tonde".

Tenuto conto di quanto sopra esposto, per i contratti in essere al 01/01/2002, alle parti si presentano le seguenti alternative:

¨                non intervenire materialmente sul contratto; in tal caso gli importi indicati si intendono convertiti automaticamente in euro;

¨                modificare il contratto, definendo il nuovo corrispettivo in euro tramite una integrazione contrattuale che dovrà essere registrata semprechè per il contratto originario sia prevista obbligatoriamente la registrazione.

N.B.  Il principio della continuità si applica, oltre ai contratti, anche a qualunque altro strumento avente efficacia giuridica ossia a norme, decisioni giudiziarie, strumenti di pagamento diversi da banconote e monete (assegni, bonifici, cambiali), ecc. …

Esempio

Il Comune di ……… ha stipulato in data 01/04/2000 un contratto d'affitto di un immobile da destinare ad abitazione della durata di 4 anni (scadenza 01/04/2004) che prevede il pagamento di un canone mensile pari a L. 1.400.000.

Per effetto dell'applicazione del principio di continuità, a partire dal 1° gennaio 2002, il canone da corrispondere sarà pari a:

L. 1.400.000 : 1936,27 = 723,039… euro > 723,04 euro

Tuttavia le parti potrebbero disporre che il canone mensile, a partire dal 01/01/2002, sia pari a 725 euro.

In tal caso sarà necessario provvedere alla registrazione dell'integrazione del contratto d'affitto con il conseguente assoggettamento ad imposta di registro.

A disposizione per ogni chiarimento in merito, porgiamo distinti saluti.

ENTI REV SRL

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