Lì, 07 luglio 2005

CIRCOLARE 422/05

OGGETTO: ULTIME NOVITA’ RELATIVE ALLE PRESTAZIONI SOCIO-SANITARIE RESE DA COOPERATIVE O LORO CONSORZI, DISCIPLINA IVA.

La Finanziaria 2005 ha previsto l’IVA agevolata (aliquota 4%) per le prestazioni socio-sanitario-assistenziali rese da cooperative o dai loro consorzi. Questa disposizione sembra però in contrasto con la normativa Comunitaria che vieta dal 1991 agli stati membri l’applicazione di aliquote inferiori al 5%; ciò emerge dalla risposta che la Commissione Europea ha fornito a seguito di un’interrogazione fatta da un eurodeputato italiano.

La norma della Finanziaria 2005 (articolo 1, comma 467 della Legge 311/2004) stabilisce che dal 01/01/2005 all’interno delle prestazioni ex n.41-bis della tabella A parte II allegata al DPR 633/72, sono comprese anche le prestazioni di cui ai numeri 18), 19), 20) e 21) dell’articolo 10 del DPR 633/72 (prestazioni fino al 31/12/2004 soggette IVA ma esenti).

La disposizione stabilisce, inoltre, che l’agevolazione (applicare l’aliquota del 4% invece che l’esenzione; chiaro il vantaggio, per le cooperative, di potersi scalare l’IVA sugli acquisto altrimenti persa) è concessa nel limite di spesa di 10 milioni di Euro annui, demandando al Ministero dell’Economia la fissazione, tramite decreto, delle modalità di attuazione.

Tale decreto a tutt’oggi non è mai stato emanato, ciò rende inapplicabile l’agevolazione di cui si scrive.

Si fa, inoltre, presente come la Sesta Direttiva (normativa Comunitaria di riferimento) prevede all’articolo 13, parte A, lettere b), g), ed h) una serie di esenzioni per i servizi (lettera b) cure mediche rese da organismi di diritto pubblico; lettere g) ed h) servizi connessi con l’assistenza e la sicurezza sociale nonchè la protezione dell’infanzia e della gioventù) prestati da organismi di diritto pubblico o da altri organismi; spetta però agli stati membri fissare quali siano gli organismi di diritto pubblico ai fini dell’esenzione.

Quindi, al fine dell’esenzione, la Comunità Europea chiarisce che deve esserci un chiarimento da parte degli stati membri di quali organismi pubblici far rientrare; relativamente alle aliquote agevolate la Commissione ricorda che il Nostro Paese può continuare a mantenere aliquote inferiori al 5% alle condizioni previste dall’articolo 28, par. 2, lettera a) della direttiva, una di queste è che l’aliquota fosse già in vigore alla data del 01/01/1991.

Nel caso in cui l’Ente abbia ricevuto fatture con aliquota del 4% anziché esenti per quanto sopra si consiglia di chiedere al soggetto emittente la corrispondente nota di credito ai sensi dell’articolo 26 del DPR 633/72.

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